IL FIGLIO MINORE DEVE ESSERE ASCOLTATO

In caso di separazione tra i genitori, il figlio minore di 12 anni può dire la sua! Il minore di età infra-dodicenne ha diritto ad essere ascoltato anche in relazione ai provvedimenti temporanei ed urgenti disposti dal Tribunale.

     Indice

Padre che aiuta la figlia a fare i compiti

La capacità di intendere e di volere 

Con il compimento del diciottesimo anno di età, il minore raggiunge la piena capacità di intendere e di volere. Che cosa significa? La capacità d’intendere è l’attitudine di un soggetto a comprendere il significato delle proprie azioni nel contesto in cui agisce e quindi di rendersi conto del valore sociale dell’atto che si compie. Per capacità di volere s’intende, invece, il potere e la capacità di controllare i propri impulsi ad agire. Il minore di età, per legge, non è in possesso di queste due capacità. Questo non significa, ovviamente, che sia un inetto, incapace di orientarsi nel tempo e nello spazio, di valutare e assumere decisioni, ma che le proprie decisioni non assumono rilevanza giuridica.

Non è possibile, infatti, che un minorenne possa stipulare un contratto di compravendita di una macchina, ad esempio. Non tutti i minori però hanno eguale maturità. Questo ha portato dottrina e giurisprudenza ad ascoltare il minore in alcuni casi particolari.

La capacità di discernimento del figlio minore di età

Può essere definita come la capacità di valutare i termini di una questione, i caratteri particolari di una situazione, così da poter assumere scelte corrette. La Cassazione ha chiarito che la capacità di discernimento del minore infra-dodicenne deve essere intesa quale consapevolezza e comprensione limitatamente all’audizione ed alla capacità di sostenere l’audizione stessa. Ciò significa che il minore di dodici anni deve essere in grado di comprendere il tenore della conversazione che avrà con il giudice o con un tecnico specializzato dallo stesso delegato. Il riscontro di tale capacità è devoluto al libero e prudente apprezzamento del giudice. Non necessita di specifico accertamento positivo di indole tecnica e non può essere nemmeno esclusa con mero riferimento al dato anagrafico del minore.

madre e figlia che parlano sedute sulla panchina

In quali casi il figlio minore deve essere ascoltato

Ci sono alcune fattispecie che prevedono l’ascolto obbligatorio del minore. In particolare, i minori devono essere ascoltati in tutti quei giudizi in cui si devono adottare provvedimento che li riguardano direttamente. Nel codice civile, a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, gli articoli che regolano queste fattispecie e le modalità di ascolto del minore sono:

  • art. 315 bis: che disciplina i diritti ed i doveri dei figli in relazione al proprio mantenimento, all’educazione, all’istruzione ed all’assistenza materiale e morale dei genitori;
  • art. 336 bis: che regola direttamente ed esclusivamente il diritto del minore ad essere ascoltato, dal presidente del Tribunale o dal giudice delegato nell’ambito dei procedimenti nei quali devono essere adottati provvedimenti che li riguardano
  • art. 337 octies: che regolamenta i poteri che il giudice ha a sua disposizione per l’esercizio dell’attività di ascolto del minore.

L’audizione del minore è un atto processuale che viene compiuto dal giudice, il quale può stabilire particolari modalità di espletamento, comprendenti anche la delega ad esperti.

La più recente giurisprudenza

La Corte di Cassazione, Sez. I. Civile, con l’Ordinanza 9 ottobre -13 dicembre 2018, n. 32309 ha nuovamente e definitivamente confermato che l’art. 336 bis c.c. (introdotto dal D.lgs. 28 dicembre 2013 n. 154), il generale obbligo di ascolto del minore. L’opinione del minore, infatti, nei procedimenti che lo riguardano costituisce un elemento di primaria importanza nella valutazione del suo interesse. Ciò anche alla luce delle disposizioni internazionali che disciplinano questo argomento, quali la Convenzione di New York del 1989 sui diritti del Fanciullo, la Convenzione di Strasburgo del 1996 relativa all’esercizio dei diritti dei minori.

Pertanto, in tutti quei procedimenti in cui vi sia un diretto interesse del minore (come nel caso di separazione e di relativo affido esclusivo, riconoscimento del figlio naturale), questi:

  • se ultra-dodicenne deve essere ascoltato in ogni caso;
  • se infra-dodicenne solo qualora sia in possesso della capacità di discernimento e ciò a pena di nullità, salva espressa menzione delle ragioni per le quali l’ascolto del minore sia considerato superfluo o contrario all’interesse del minore.

Chiamare per una consulenza